Posts | Commenti | Email

A scuola di Borsa: le agenzie di rating

“L’agenzia Moody’s colpisce ancora”, oppure “Moody’s promuove la Grecia e poi la declassa”. E’ dal numero 250 Greenwich Street a due passi da Ground Zero, che Moody’s, una della società di rating più stimate al mondo (insieme a Standard & Poor’s e Fitch), decide le sorti in Borsa di società e di intere nazioni.

Ma vi siete mai chiesti cosa sono realmente le agenzie di rating, e come funzionano?

Cerchiamo di fare un po’ di luce sulla faccenda. Innanzitutto spieghiamo che il rating è un metodo utilizzato per classificare sia i titoli obbligazionari che le imprese (vedi anche modelli di rating IRB secondo Basilea II) in base alla loro rischiosità.

Il rating, che valuta l’entità del rischio di credito, si divide in due principali categorie: il rischio commerciale ed il rischio paese, ma non misura altri tipi di rischi quale il rischio di tasso o di cambio, ecc. La valutazione della capacità del debitore di far fronte al rimborso del proprio debito finanziario viene fornita ricorrendo ad una scala alfabetica che va da un valore massimo ad uno minimo.

Il rating di breve periodo valuta la solvibilità entro i 12 mesi mentre quello di lungo periodo valuta la solvibilità futura dell’emittente. Ovviamente più è alto il rating, minore è il rischio di investimento.

I simboli con i quali le agenzie di rating esprimono i loro giudizi sono più o meno simili:

* Moody’s usa per le proprie valutazioni valori da Aaa a C per il lungo termine e per il breve termine da P-1 a NP
* S&P classifica i rating da un massimo di AAA ad un minimo di D per il lungo termine, mentre per il breve va da A1 a C
* Fitch ha un rating molto simile a quello di S&P per il lungo periodo, mentre per il breve va da F1 a F3 (categoria di investimento) e da B a D (categoria speculativa).

La categoria investment è quella in cui sono compresi i rating con valutazione superiore a BBB mentre negli speculative grade vi sono i rating al di sotto di questa soglia.

Gli specialisti del settore valutano e controllano di continuo le variazioni dei rating. Quando il rating sale, tendendo verso il valore massimo AAA, si parla di upgrade; se le variazioni del rating peggiorano tendendo verso D, si parla di downgrade.

Quando il rating ha un livello qualitativo molto basso viene tenuto sotto stretta osservazione e viene inserito nella “Credit Watch”. I rating presenti in questa lista sono seguiti dalla specificazione positivo (a voler significare che possono risalire la classe di rating) o negativo (per indicare che ci si può attendere un ulteriore downgrade).

Per quanto riguarda, invece, l’analisi di un rating nel medio-lungo periodo si utilizza il termine outlook per indicare la previsione che ne viene fatta e che può essere positiva, negativa e stabile.

Per formulare un rating vengono presi in considerazione parametri:

  • quantitativi – analisi di bilancio per conoscere i dati economico-finanziari utili a valutare la capacità del soggetto preso in esame di far fronte alla copertura del debito e la sua capacità di remunerazione del capitale
  • qualitativi - analisi del settore in cui si opera e valutazione del management.

Attraverso l’uso di questi indicatori, partendo dalla mission fino alla valutazione dell’operato del management, si arriva a conoscere il tipo e il grado di relazioni esistenti tra il soggetto in esame e l’ambiente esterno

Scritto il 23 marzo 2011 da ale. Letto 587 volte

Ti potrebbe interessare anche:

Esiste una realtà alla crisi economica che stiamo vivendo?
Guadagnare con il Trading On-Line
Fare soldi facilmente in Borsa
News dal Tesoro
Che cos'è una SIM parte 1
Cos'è un IPO. Offerta pubblica inziale, tra prudenza e entusiamo
La tassa al 35% sul trading verrà cancellata
Robot Forex. Conosciamolo insieme
Opzioni. Come farsi un gruzzoletto sicuro con impegno e strategia

Leave a Reply