Forex semplice: Il Carry Trade e la speculazione
Parliamo di Forex, un argomento ancora molto caldo nel mondo degli investitori, complice, soprattutto, la democratizzazione degli strumenti. Chiunque di noi, infatti, ha sentito parlare di Forex e magari ha provato a investire on line con questo metodo.
Quello di cui pochi sono a conoscenza, è una strategia di carattere speculativo che si chiama Carry Trade. Il Carry Trade viene usata in molte occasioni dai Trader sui mercato delle valute. La tecnica è fondata sul rapporto che ogni valuta ha con il proprio tasso d’interesse.
Ogni valuta ne ha uno, fissato dalle banche centrali delle singole nazioni: la Federal Reserve negli Stati Uniti, la Banca del Giappone in Giappone, la Banca d’Inghilterra nel Regno Unito e la BCE in Europa sono quelle più importanti.
Caratteristiche tecniche
Il “sistema” che muove questa tecnica è molto semplice: il Trader prende in prestito del denaro in paesi con tassi di interesse più bassi, per poi scambiarlo in nazioni in cui il tasso e il rendimento dei singoli investimenti sono invece maggiori.
L’obiettivo naturalmente è quello di coprire il debito contratto con il prestito, e naturalmente di guadagnare con gli investimenti a rendimento maggiore. Solitamente per mettere in atto un’operazione di Carry Trade vengono scelte monete che godono di un cambio stabile nel tempo mentre l’investimento è rivolto a strumenti a basso rischio, quali titoli di Stato.
Le possibilità di guadagno con questa strategia sono particolarmente elevate, ed è per questo motivo che essa risulta tra le più diffuse in assoluto. Anche se, come ogni operazione nel Trading, anche il Carry Trade comporta dei rischi: prima di comprare una coppia di valute con alto rendimento, bisogna ricordare che c’è sempre il rischio di un grande ed improvviso calo.
Questa eventualità prende il nome di liquidazione ed è il risultato di una perdita di fiducia da parte degli speculatori nei confronti del Carry Trade. Mano a mano i vari operatori cercano di uscire dalle loro posizioni, fino a far sparire i profitti derivanti dai differenziali.
Fonte: Ciaktrading
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Scritto il 06 aprile 2011 da ale. Letto 187 volte

