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I nuovi strumenti finanziari: conosciamo gli ETC


Al pari degli Etf, gli ETC sono negoziati sul segmento Etfplus di Borsa italiana e i nomi utilizzati dagli emittenti non aiutano gli investitori, a ben identificarli. Ma pur presentando delle analogie, gli Etc hanno loro peculiarità che li avvicinano di più al mondo dei certificates (altro strumento finanziario).

Essi non hanno la struttura di fondi o Sicav, ma sono prodotti emessi da una società veicolo (Spv) domiciliata anche nei cosiddetti «paradisi fiscali». E a differenza degli Etf, che in quanto fondi regolamentati dalla direttiva europea Ucits devono avere un livello minimo di diversificazione, gli Etc possono avere come sottostante anche una singola commodity o indici poco diversificati e quindi consentono di puntare anche su un’unica materia prima (oro, petrolio o altro).

Il valore degli è agganciato all’andamento dei prezzi delle commodity oggetto dell’investimento oppure al valore dei futures sulle stesse materie prime (altri prodotti finanziari a termine negoziati su determinate Borse).

E tra gli Etc imperversano i prodotti a replica sintetica o swap based. Tranne che per alcuni metalli preziosi e industriali, i prodotti sul mercato utilizzano tutti gli swap per replicare il sottostante. Per replicare per esempio la performance dei prezzi del grano, non è possibile prendere il grano e custodirlo.

Il grano appassisce. Per gli Etc che offrono la replica di una materia prima deperibile, gli emittenti sono obbligati ad andare sulla struttura sintetica. Mentre sull’oro, platino, palladio e argento gli emittenti possono decidere se attuare la replica fisica o quella sintetica.

Sui metalli industriali, seppur non deperibili, occorre anche valutare che la custodia del bene fisico può costare molto. Negli Etc che investono direttamente sui metalli preziosi fisici non c’è rischio di credito verso nessuna controparte. E infatti sono i più apprezzati sul mercato perché i lingotti sono depositati nei caveau delle banche e rappresentano una garanzia tangibile per gli investitori.

Nella replica sintetica di una materia prima, invece, deve essere disposto un collaterale a garanzia dello swap, per gli Etc con sottostanti indici di future, almeno pari al 100% del valore mark to market del patrimonio dello strumento. Su Borsa Italiana ci sono solo due prodotti che non sono coperti da un collaterale: gli Etc sul Brent e Wti emessi da Etf Securities, la cui controparte è Royal Dutch Shell Group.
Fonte: il Sole 24 ore

Scritto il 06 maggio 2011 da ale. Letto 227 volte

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