Calcolare lo spread btp bund
I titoli dei giornali, negli scorsi giorni, hanno sbandierato ai quattro venti l’allargamento dello spread dei titoli italiani nei confronti dei bund tedesco. Non spiegando, però, come questo dato fosse stato rilevato, contribuendo così a creare confusione sia tra gli investitori sia nei lettori. Oggi proviamo a chiarire questo punto, andando a riprendere il concetto di spread e capendo qual è il calcolo necessario per misurare le differenze tra i diversi titoli dei diversi paesi e interpretare il significato di questi valori.
Lo spread misura l’allargamento, una forbice tra due diversi valori. Gli stati dei diversi paesi periodicamente mettono sul mercato servendosi di aste, delle obbligazione con l’obiettivo di raccogliere la liquidità che serve loro sui mercati finanziari per appianare il debito.
Per quanto riguarda l’Italia e i suoi BTP, questi vengono due volte al mese e ovviamente a sovrintendere le operazioni ci pensa la Banca d’Italia. Le scadenza di questi strumenti finanziari può variare. Così pure le emissioni – recente quelle nuove italiane. Quelle dei BTP variano da 3, 5, 10, 15 e 30 anni.
Il funzionamento è sostanzialmente quello del prestito. L’investitore presta dei soldi allo Stato e in cambio questo, sotto forma di cedole, gli recapiterà periodicamente degli interessi, oltre a rimborsagli, a scadenza, tutto il capitale. Un tipo di investimento a basso rischio – se invece è la speculazione quella che ti interessa, visiona questa offerta.
I recenti attacchi speculativi che l’Italia sta subendo, non fanno altro che allargare la differenze di rendimento rispetto alla economie più solide, quella tedesca, ad esempio.
Il dato che serve a quantificare questo distacco è proprio lo spread. Calcolare lo spread è molto facile. E’ semplicemente così: se i titoli tedeschi danno interesse del 3% e quelli italiani - con lo stessa durata danno interesse del 5% – lo spread è del 2%. Invece i punti base – quelli su cui più volti i giornali hanno puntato: “La forbice è arrivata a 300 punti – funzionano così: l’1% corrisponde a 100 punti base, il 2% sono 200 punti base, lo 0,5% sono 50 punti base e così via. Una forbice di trecento punti equivale a uno spread del 3%.
A questo indirizzo la tabella degli ultimi bond rates.
Via| Il Post; Investireoggi.it
Scritto il 03 agosto 2011 da ale. Letto 4041 volte

