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Credit Crunch

Credit CrunchE’ un termine più che mai attuale, visto che da un paio di giorni rimbalza dalla pagine dei maggiori quotidiani economici. Con credit crunch s’intende una contrazione creditizia. Una misura difensiva, implementata dalle banche e dagli istituti di credito quando essi avvertono i problemi del creditore al rimborso del finanziamento. Si spaventano e chiudono i rubinetti. La cosa che fa preoccupare, è che non siamo certo nel periodo migliore per scelte impopolari come queste, che rischiano di mettere paura ai mercati – come può, infatti, il problema della solvibilità che avvertono le banche, aiutare l’assorbimento della crisi dei mercati che ormai da mesi sta imperversando?

La genesi del Credit crunch

Il credit crunch si verifica di solito al termine di un periodo di grande espansione, contingentemente all’innalzamento dei tassi delle banche centrali al fine di raffreddare l’espansione ed evitare il rischio inflazione, spingendo gli istituti di credito a fare la stessa cosa, con l’obiettivo finale di chiudere l’accesso al credito per chi non può permettersi di sostenere la spesa: un problema di pianificazione finanziaria! In altri casi, invece, può avvenire che, sull’onda di fallimenti bancari e del ritiro della liquidità, le banche applichino una chiusura del credito per evitare esse stesse il fallimento.

A seguito della stretta del credito, possono verificarsi fallimenti sia di banche che di imprese e famiglie debitrici. I mancati pagamenti che vengono a crearsi, e gli eventuali fallimenti, si traducono in pignoramenti dei beni ipotecati a garanzia dei crediti, e un aumento delle proprietà in capo alla banche. Nel 2007-2008 si è parlato molto di credit crunch, ma si trattava di una stretta del primo tipo: le banche avevano irrigidito gli standard di prestito perché erano preoccupate del loro capitale, che veniva eroso dalle minusvalenze dovute alla crisi dei mutui.

Oggi invece si parla di credit crunch come reazione negativa delle banche ai tagli richiesti ai paesi in difficoltà dell’area Euro. Una mozione di sfiducia, quindi, sulla possibilità che questi paesi (Grecia su tutti) non falliscano e trovino il modo di rimborsare i finanziamenti erogati. Emblematica, in questo senso, la dichiarazione di Josef Ackermann, Ad di Deutsche Bank, che ha ammonito sostenendo che “gli haircut sul debito sovrano abbinati alla richiesta di rafforzamento patrimoniale potrebbero portare a un “credit crunch” nell’economia reale“.
Via| Wikipedia, Il sole 24 ore.it, Repubblica.it
Fonte Foto: http://www.lifeofamisfit.com/2008/10/credit-crunch-questo-sconosciuto/

Scritto il 24 ottobre 2011 da ale. Letto 192 volte

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