Purchasing managers’ index: ecco che cos’è
Il piccolo investitore privato, così come quello istituzionale o corporate, fino ai trader professionisti – chartisti o fondamentalisti che siano – hanno necessità d’indici, di numeri, di documenti e d’informazioni per basare le loro strategie d’investimento. Noi di Trading Borsa, nel corso di questo viaggio all’interno delle Borsa e della sua terminologia – a volte astrusa, complice una certa tendenza a voler restare per pochi – abbiamo avuto occasione di analizzarne alcuni: il CME, il COT, il Chicago Mercantile Exchange. Tutti appunto indici, strumenti, o report.
Oggi ne presentiamo un altro, molto utile per chi è interessato alle piccole e medie imprese, e segue le loro performance con l’obiettivo di investire in futuro i propri risparmi in esse. Si tratta del Purchase Managers’ Index. Un indice appunto che fornisce tendenze relative al settore manifatturiero sulla base di variabili quali vendite, occupazione, scorte e prezzi. Questi indici, che forniscono informazioni mensili, sono generalmente usati per analizzare l’andamento del business come detto allo scopo di fornire una guida alle strategie di investimento. Il Pmi si basa su di un campione di 3 mila aziende. Un valore sotto quota 50, indica che il settore è in una generalizzata contrazione. Una lettura superiore a questa soglia segnala l’espansione.
In città come Chicago, nello stato dell’Illinois, un valore sotto la soglia del PMI, significa un coinvolgimento della contrazione a tutta la nazione. Un po’ come accade nella area della toscana a cavallo tra Pisa e Livorno, dove il manifatturiero la fa da padrona. La recente crisi causata da misure molto morbide nei confronti dell’invasione cinese, è stato lo specchio nazionale della crisi del settore.
L’indice è redatto dalla Markit ed è di dominio pubblico. A questo indirizzo potrete trovare anche l’ultima pubblicazione redatta sull’Italia.
Via| MarkitEconomics; Wikipedia; Investopedia; Il Sole 24 Ore
Scritto il 09 novembre 2011 da ale. Letto 187 volte

