Commodity Swap: tutto quello che dovete sapere
Lo swap è un contratto con cui le parti prendono accordi per scambiarsi, in una o più date prefissate, due somme di denaro calcolate applicando due diversi parametri (tassi di interessi e/o di cambio) a un identico ammontare di riferimento. Alla scadenza viene effettuato un unico pagamento, su base netta, a titolo di compensazione volontaria. Oggi, per proseguire la nostra analisi degli strumenti d’investimento – in questo momenti di crisi dei mercati è sempre bene allargare le nostre vedute! – trattiamo i commodity swap. Come è facile intuire, si tratta di un’ulteriore versione rispetto ai noti currency swap e interest rate swap.
I commodity swap sono utili almeno per un motivo. Come dovremmo sapere, non tutte le materie prime hanno una quotazione future. Conosciamo il light crude oil, il gold, perfino la carne di suino. Ma il manganese, per esempio? Sì, quel metallo grigio-bianco, di aspetto simile al ferro; duro e molto fragile, e che si può fondere solo con difficoltà e si ossida molto facilmente? Beh, vi sorprenderà sapere che, oltre ad essere un materia prima con un ottimo mercato, esso non ha una quotazione future. Cosa fare quindi? Semplice, ci si orienta ad un commodity swap.
Il commodity swap è un contratto che, a prima vista, ha qualche punto in comune anche con il contratto forward – contratto a termine. Anche qui le parti fissano il prezzo di una merce, per una certa quantità, durante un certo periodo di tempo. La differenza sta che con questo strumento si scambiano i flussi e non le merci.
Esempio:
Un produttore decide di far entrare nel suo portafoglio una serie di contratti a termine di un venditore. Il suo obiettivo è lo stesso del future: vendere la merce in un momento successivo, a un prezzo scevro dalle oscillazioni che subisce nel mercato. Riprendiamo l’esempio della carne suina: A si accorda con B per comprare della carne suina. Un 1kg di carne suina, per la precisione, al prezzo di 100$, che gli verranno consegnati alla data indicata nel contratto.
In quella data, però, il produttore registra che nel periodo considerato si è verificata una grossa infezione batteriologica che ha debilitato le bestie, causandone la moria o l’abbattimento. Come da manuale economico, una minore offerta a fronte di una domanda costante, causa l’innalzamento dei prezzi. Eventualità che però non tocca A, che ha stipulato il suo prezzo in anticipo, e come da contratto deve ricevere la merce a quella quantità, registrando così un bel profitto.
Qui però sta la differenza principale con un generico contratto forward: nel commodity swap non è prevista dal contratto la consegna specifica del bene, bensì solo lo scambio di flussi che hanno la funzione di regolare le variazioni del prezzo corrente a quello fissato nel nostro swap. Tra i due s’inserisce anche una figura professionale che fino a d’ora non abbiamo conosciuto: l’intermediatore. Egli agisce come controparte di produttore e utilizzatore. Il primo vende il proprio output nel mercato al prezzo corrente, ma gira tale ricavato all’intermediario ricevendone, in cambio, il prezzo fisso concordato nel contratto di swap.
Via| binarelli.interfree.it/; Katia Ferri: Trading in Commodity (Trading Library)
Scritto il 10 novembre 2011 da ale. Letto 181 volte

