L’inflazione si mangia il tuo investimento: difenditi
I telegiornali, la stampa, i periodici, tutti parlano di Finanza e di Economia. Ognuno ha la sua ricetta, ognuno il suo consiglio. E’ questa improvvisazione che deve spaventare l’investitore. Come è possibile che chi prima si occupava di cronaca e di politica, parli di una materia così delicata; che abbia il potere di influenzare le decisioni che prendiamo sui nostri soldi? E’ un bene, raccogliere più informazioni possibili, ma è necessario farlo con spirito critico, perché le conseguenze di consigli avventati si ripercuotono sul nostro portafoglio.
Il nostro investimento e l’inflazione
Il risultato del nostro investimento, deve essere rapportato all’aumento del costo della vita. Un valore che si misura con l’inflazione, che secondo le previsioni dovrebbe chiudere il 2011 al 2,7%.
L’inflazione si ripercuote sul prezzo dei beni al consumo. Semplificando, significa che un kg di arance che lo scorso anno costava 3 euro, oggi costa 3,30. Poco male, direte voi.
Non è così. Spalmatelo sui beni di prima necessità e moltiplicatelo per un anno di spesa, e converrete con noi che la differenza graverà sul bilancio famigliare, soprattutto a margine del blocco dell’indicizzazione degli stipendi.
Il funzionamento è lo stesso nel nostro investimento, vediamolo nel concreto, andando ad analizzare le performance al netto dell’inflazione, dei più popolari strumenti d’investimento con data di sottoscrizione al 1 dicembre 2010.
Titoli di Stato
Abbiamo preso come riferimento un Bot annuale sottoscritto a gennaio 2011.
Il profitto registrato dal Bot è stato del 2%.
Il risultato al netto dell’inflazione, quindi, sarà: 30.000+2%-2,7%= 29.790 euro.
Chiaro, no? A fine anno abbiamo registrato una perdita di 210 euro
Azioni
Il riferimento che abbiamo usato, è la performance media del Ftse Mib – l’indice della 40 miglior società. Il Ftse Mib chiuderà l’anno con una perdita minima del 30%
Il risultato al netto dell’inflazione, quindi, sarà: 30.000-30%-2,7%= 20190 euro.
La perdita a fine anno, sarà notevole: 9.810 euro.
Fondi comuni di investimento
Il nostro termine di paragone, sarà la performance media di un fondo comune d’investimento bilanciato, che quindi mischia sia azioni che obbligazioni. Il fondo da noi considerato, chiuderà i dodici mesi con una perdita del 5%.
Adeguando il risultato al netto dell’inflazione, avremo: 30.000 – 5% – 2,7%= 27.690 euro.
Anche qui, c’è poca da stare allegri: registreremo una perdita di 2.310 euro
Titoli pubblici U.S.A.
E’ l’investimento considerato il meno rischioso in assoluto. Nel mercato li definisce privi di “rischio di credito”, vale a dire che si è virtualmente certi che gli interessi e il capitale verranno pagati in modo puntuale. C’è però qualche aspetto negativo: la distanza. Internet, è vero, ci viene in soccorso, ma è comunque complesso tenersi aggiornati su quello che succede in un paese straniero. Inoltre è uno strumento che incorpora un rischio importante: la variazione del tasso i cambio, nonostante i tassi di interesse siano generalmente inferiori rispetto ad altri titoli di debito ampiamente negoziati. Secondo i nostri dati, una media dei migliori titoli pubblici degli Stati Uniti, chiuderà l’anno con una perdita dell’1%.
Riconsiderando il risultato al netto dell’inflazione, abbiamo che:
30.000 – 1% – 2,7%= 28.898 euro
Ora confrontiamo questi risultati, con quelli fatti segnare da Tradingmatica, società che fornisce segnali operativi sul mercato dei futures
Il modo migliore per lavorare con Tradingmatica, è seguire almeno due sistemi e dotarsi di un capitale d’investimento di circa 36.000 euro.
Il risultato ottenuto al 30 di novembre, sulla combinazione chiamata Basic1, è stato di 17.176 euro netti.
Se anche togliamo l’inflazione del 2,7%, rimane un profitto di oltre il 45%.
Se poi vogliamo togliere anche le spese per il servizio, ecco il risultato della combinazione Basic1 aggiornato al 30 novembre 2011:
Investimento a inizio anno = 36.623 euro
Spese per abbonamento a Basic 1 per un anno = 3.600 euro
Profitto netto al 30 novembre 2011 = 17.176 euro pari a +46,9 %
Inflazione al -2,7% = 366 euro (17176-3600=13576-2.7%=366)
Profitto netto = 13.210 euro pari al +36%
Totale fine anno: 36.623 + 13.210 = 49.833 euro
Perché non approfittarne cogliendo al volo lo sconto di Natale del 50%?
Compila il form per ricevere informazioni o contatta Tradingmatica al numero 0547 80391
Scritto il 14 dicembre 2011 da ale. Letto 236 volte

