La Grecia non può fare come l’Argentina
Oggi, a fronte della contrazione del Pil, alla Grecia mancano altri 5 miliardi di euro e stasera dovrebbero partire gli aiuti programmati. La domanda che ci facciamo è: la troika sta inutilmente torturando la Grecia con le richieste tagli e riforme in cambio del nuovo prestito di 135 milioni di euro? No, niente impedisce al Parlamento greco di fare default sul debito, tornare alla dracma e prendere via dell’Argentina. Se quel Parlamento continua a fare altrimenti, è perché l’alternativa sarebbe peggiore.
Le anime falsamente candide che invitano la Grecia al default scordano non solo di quanto crollò il reddito argentino ma anche che il recupero dell’Argentina negli ultimi 8 anni (ritornando al reddito di fine anni ’90!) si deve a una crescita unica dei prezzi della materie prime e dei prodotti agricoli.
In Grecia non hanno né la Pampa né i pozzi di petrolio. Ma veniamo alla tortura. Le misure addizionali ammontano a tagli per 325 milioni di euro. Si toccano le pensioni, si tagliano le spese militari – che in Grecia sono assurde e parte integrante del magna magna grazie a cui una casta disonesta quanto la nostra ha prosperato – imputando alla Germania di essere, da anni, la mano invisibile che ha costretto il piccolo paese del Mediterraneo a crearsi un esercito quattro volte quello italiano.
La Grecia ovviamente non è in recessione per colpa dei tagli chiesti dall’Europa, ma perché il credito interno ed esterno è evaporato. Perché nessuno si fida più di prestare soldi a banche e imprese.
Per tutti gli approfondimenti comperati il Fatto Quotidiano di venerdì 17 febbraio.
Scritto il 20 febbraio 2012 da ale. Letto 125 volte

