Se il mercato obbligazionario è indeciso, dove puntare? Azioni o dividendi?
In attesa che il mercato obbligazionario decida la via da percorrere, analizziamo brevemente gli interrogativi che non hanno ancora trovato soluzione e continuano a influenzarne l’ andamento non proprio brillante.
Tassi: a quanto sembra molti operatori stanno già scommettendo sui titoli a tasso variabile, anche se non sembra fattibile un rialzo degli stessi se non a partire dal 2012.
Debito Sovrano : al di là delle rassicurazioni delle ultime settimane provenienti da BCE e Germania, non mi sembra sia cambiato molto rispetto a qualche mese fa, anzi credo ci si aspetti un periodo difficile, soprattutto se gli ultimatum inerenti le riforme del patto europeo imposte dai tedeschi non saranno perlomeno ridimensionate; ricordo che per dare il loro appoggio incondizionato alla salvaguardia dell’Euro, i tedeschi chiedono la svalutazione del debito sovrano della Grecia, la possibilità di fermare mediante un veto qualsiasi proposta avanzata, il pagamento delle quote spettanti ai paesi periferici, per finanziare il fondo salva stati, in contanti.
Banche e scadenze prestiti obbligazionari: nel corso del 2011e del 2012 scadono solo per i primi dieci istituti europei, obbligazioni per 916 miliardi di euro, di cui 230 miliardi inerenti istituti finanziari italiani.
Questo porterà, e lo si è già visto nel mese di gennaio, gli istituti a rifinanziarsi mediante nuove emissioni da offrire al mercato, proprio qui si potrebbero avere le prime sorprese, non è infatti detto che dopo le disavventure dei primi collocamenti di obbligazioni finanziarie 2011, prevalentemente a tasso variabile e accolti con freddezza dal mercato, le banche non comincino ad alzare lo spread.
Il problema per gli istituti nazionali è dovuto prevalentemente al rischio paese, gli acquirenti hanno infatti iniziato a valutare il rendimento in base allo spread dei nostri titoli di stato, questo può comportare per le banche il dover alzare il costo del finanziamento, le obbligazioni Intesa SanPaolo e le obbligazioni Unicredit in scadenza ammontano a circa 100 miliardi di euro.
Ultimo ma solo per casualità, rimane il nodo inflazione, nettamente in ripresa in questi ultimi mesi, come peserà sui tassi ? Nel momento in cui questi dovessero prendere a salire, siamo proprio sicuri che converrà acquistare titoli di nuove emissioni, o forse il cedimento delle quotazioni di emissioni a lungo periodo già in essere, non andrà a generare opportunità d’ acquisto a costi inferiori e con tassi equivalenti se non migliori delle nuove ?
A fronte di tutte queste tematiche, sarà quindi necessario muoversi con i piedi di piombo, monitorare i trend di mercato ed attendere che il cielo si schiarisca un po’ prima di scendere sul campo di battaglia.
Nel frattempo ? Possiamo sempre dare un’ occhiata al mercato azionario che ha aperto il 2011 ben impostato in positivo. L’ ultima seduta di venerdì ha però dimostrato come questo trend sia fragile, inoltre la pessima performance di Wall Street, sembra aver convinto la maggioranza degli operatori che ci sia in vista uno storno delle quotazioni dei titoli azionari.
D’ altra parte già in settimana si erano evidenziati sui mercati statunitensi dati societari nettamente al di sotto delle attese e dati macro peggiori del previsto, difficile credere che in una situazione tale i mercati azionari riescano a mantenere il trend positivo, per cui niente di buono neppure qui, però come ci insegnano, le cadute dei listini azionari vanno viste come nuove opportunità d’ acquisto, soprattutto da qui in poi visto che il periodo in cui le società distribuiranno i dividendi 2011 si sta avvicinando.
Da questo punto di vista, in caso di un ridimensionamento delle quotazioni, si potrebbe provare a monitorare quelle aziende italiane che offrono una buona solidità societaria, un business che macini introiti anche in caso di turbolenze dei mercati e una cedola interessante, per vedere se non è il caso di diversificare i propri investimenti inserendo in portafoglio un po’ di azioni.
L’ unica avvertenza è la prudenza, non seguire le voci, le performance a doppie cifre per evitare di rimanere come è già successo con il cerino acceso in mano, azioni di società a grossa capitalizzazione come le azioni Enel, azioni Eni, azioni Finmeccanica, azioni Terna, azioni Parmalat, titoli che hanno già dimostrato di saper affrontare le turbolenze dei mercati uscendone in piedi, prediligere titoli ciclici o difensivi, società sane, tralasciare i Finanziari su cui ancora oggi si annidano nubi minacciose, vedi sopra, tranne per quelle poche eccezioni tipo azioni Mediobanca, simbolo di solidità, serietà e tradizione .
Il dividendo 2011 di queste società è paragonabile al rendimento di un’ obbligazione se non migliore, qui di seguito riportiamo le stime degli analisti, ad esempio esemplificativo, per tre dei titoli sopracitati :
Dividendo 2011 ENEL previsto € 0,27 rendimento 6,60%
Dividendo 2011 Terna previsto € 0,19 rendimento 6,00%
Dividendo 2011 Eni previsto € 1,00 rendimento 5,75%
Insomma, una volta individuato un titolo che presenti un rapporto dividendo / quotazione interessante, cercare di valutare se l’ azienda che c’è dietro possa garantire il rischio che si corre acquistandone le azioni.
Fonte:InvestireOnline
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Scritto il 09 febbraio 2011 da ale. Letto 288 volte

