Il CCT e le sue virtù in tempi di crisi
Sempre più persone, in tempi di carestia finanziaria, cercano di ottenere rendimenti interessanti scovando titoli che offrono tassi elevati. Così spesso ci troviamo dinanzi a risparmiatori che chiedono consigli su una determinata obbligazione, sui suoi rischi e sulle sue caratteristiche. Che cosa non faremmo per ottenere un rendimento buono dai nostri soldi? Ma il tesoro che cerchiamo è più vicino di quanto si creda.
Le virtù dei CCT
I CCT sono stati abbandonati dai risparmiatori italiani. I tassi di rendimento pagati dai BOT sono scesi drasticamente, così anche i CCT hanno perso il loro interesse agli occhi degli investitori. Ecco allora la corsa verso la ricerca ti obbligazioni più remunerative ma gravide di costi inutili.
Se credi che acquistarle sul mercato ti metta al riparo dai rischi, commetti uno sbaglio. Evitare la sottoscrizione delle obbligazioni in fase di emissioni di certo ti permetterà di risparmiare, ma non ridurrà i rischi. In particolare sarai sempre soggetto al rischio emittente ed al rischio di liquidità, come spiego in dettaglio in altra sede.
I CCT, invece, presentano un rischio emittente ed un rischio di tasso nulli ed ora sono anche tornati ad essere redditizi.
Un’anomalia dei titoli di stato italiani
Un titolo a tasso variabile, per sua stessa natura, non dovrebbe oscillare molto nel prezzo. I CCT sono sempre stati delle lumache che non hanno offerto rendimenti da capogiro, ma nemmeno perdite in conto capitale per chi li ha venduti prima della loro scadenza naturale. Nel 2008 ed oggi, però, qualcosa è accaduto…
Vuoi per effetto del nuovo meccanismo di indicizzazione dei nuovi titoli, vuoi per l’ingiustificata paura di default del nostro governo, i prezzi di questi titoli di stato sono scesi molto. Considera il CCT con scadenza 1 dicembre 2014 che, al 28 gennaio 2011, quotava 96,77.
Contando anche le commissioni di acquisto, il corso tel quel era pari a 97,22 con un rendimento stimato del 2,408% netto. Ora prendi il BTP 1 agosto 2014 al 4,25% che costava alla stessa data 102,70. Secondo Fineco il suo rendimento netto è pari al 2,93% (commissioni di negoziazione escluse).
CCT verso BTP
I due titoli hanno una scadenza pressoché identica e un rendimento comparabile, ok? Ma come accennavo prima, il tasso effettivo del Cct è solo stimato, perché ho ipotizzato che le cedole future saranno uguali a quella in maturazione.
Se sei d’accordo con me nel concordare che è più probabile che i tassi di interesse crescano piuttosto che scendano, comprare il CCT al posto del BTP ti offrirà solo vantaggi. Immagina uno scenario di tassi costanti. Il tuo investimento avrà lo stesso rendimento di un impiego in un titolo a tasso fisso. Se però i tassi saliranno, il tuo CCT ti darà maggiori soddisfazioni.
Scritto il 14 febbraio 2011 da ale. Letto 679 volte
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Comments (1)


verissimo io sto spostando consistenti masse dai corporate dei miei clienti vip ai cct a prezzi da saldo meno male che la pubblica opinione anche internazionale abbocca al default del terzo debito del mondo!