Come comporre il portafoglio investimenti
Una cattiva percezione del rischio e un cattiva composizione del proprio portafoglio investimenti, sono due delle cause più comuni associate alle nostre deludenti performance di borsa – dai uno sguardo ai nostri sistemi, scegline uno dalla lista, e verificane i risultati ottenuti dal 2002 in poi!
Del rischio e della psicologia legata all’investimento, abbiamo già avuto modo di parlare. Concentriamoci, quindi, su come comporre il nostro portafoglio investimenti.
Innanzi tutto, la “regola zero”,è che il portafoglio deve essere un portafoglio, cioè deve contenere investimenti diversi, essere almeno un minimo diversificato: altrimenti ci si espone a volatilità estrema e a fattori specifici.
In secondo luogo, poi, deve rispecchiare il rischio che intendiamo sostenere. Riconduciamo il tutto ad un esempio:
Portafoglio “conservativo”
* 15% – Azioni (o fondi) grandi aziende area euro
* 0% – Azioni (o fondi) piccole aziende area euro
* 5% – Azioni (o fondi) estero
* 50% – Reddito fisso (es. BOT e Titoli di stato)
* 30% – Liquidità (conti correnti e conti di deposito)
Portafoglio “a rischio moderato”
* 35% – Azioni (o fondi) grandi aziende area euro
* 10% – Azioni (o fondi) piccole aziende area euro
* 15% – Azioni (o fondi) estero
* 35% – Reddito fisso (es. BOT e Titoli di stato)
* 5% – Liquidità (conti correnti e conti di deposito)
Portafoglio “aggressivo”
* 50% – Azioni (o fondi) grandi aziende area euro
* 20% – Azioni (o fondi) piccole aziende area euro
* 25% – Azioni (o fondi) estero
* 0% – Reddito fisso (es. BOT e Titoli di stato)
* 5% – Liquidità (conti correnti e conti di deposito)
Ovviamente, questa è una suddivisione indicativa, i portafogli andrebbero analizzati un po’ più a fondo (ad esempio, che quota va destinata agli investimenti su mercati “emergenti”, o se abbia senso investire in BOT dato che molti conti correnti offrono PCT che rendono di più), ma già così possono rispecchiare utili indicazioni circa il rispetto del profilo di rischio.
C’è una considerazione importante da fare, che è fonte spesso di confusione: il portafoglio d’investimento non è il “portafoglio del nostro capitale”. In altre parole, il 100% non è tutto il nostro capitale, ma solamente la parte dedichiamo a questo particolare investimento.
Per cui, vanno tenuti fuori dal portafoglio, i soldi che ad esempio servono per le spese correnti, o per le spese programmate (es. casa, auto), e investiti con un orizzonte temporale adeguato.
Altrimenti, ci si trova con un portafoglio di investimento che ha un rischio molto più alto di quello che si è disposti a sopportare: da cui le brutte sorprese di cui parlavamo all’inizio.
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Scritto il 22 febbraio 2011 da ale. Letto 483 volte

