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Ecco il titolo che guadagna di più in Borsa

C’era un tempo in cui l’investimento in un titolo bancario era il massimo della cautela a cui un investitore in capitale di rischio potesse aspirare. E più la banca era grande, più i soldi erano al “sicuro”. Cose dell’altro secolo. Oggi le banche veramente grandi si dicono sistemiche (Sifi), secondo la definizione corrente che ne ha dato il Financial stability board presieduto da Mario Draghi e sono 29 in tutto il mondo, di cui una sola — la francese Banque Populaire Cde— non quotata.

Ma da qui a dire che la dimensione dell’istituto faccia la felicità dell’azionista ne corre. Lo conferma uno studio di Analysis, società che opera nei servizi specializzati di analisi dei mercati finanziari, i cui risultati abbiamo riassunto nella tabella qui a fianco. Se consideriamo i quattro anni che vanno dal primo gennaio 2008 al 31 dicembre scorso, c’è da rimanere raggelati. Le azioni della banca che è andata meglio in questi 48 mesi hanno perso lo 0,4 per cento,ed è il caso di Wells Fargo/Wachovia.

La seconda in questa speciale classifica di gamberi dei mercati finanziari è Bank of China (-8,4 per cento). Laterza è il Lloyds banking group (-16,9 per cento). Ma poi si apre il baratro: Bank of America ha perso l’85 per cento, Barclays il 58, Bnp Paribas il 51, Citigroup il 90 per cento,Commerzbank il 93, Unicredit l’85, Royal Bank of Scotland il 94 e Dexia si è spinta fino al 98 per cento. Una Caporetto.

Per l’articolo completo, acquistate CorrierEconomia di lunedì 13 febbraio

Scritto il 16 febbraio 2012 da ale. Letto 210 volte

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