Il caso della Grecia non sarebbe che l’inizio. L’euro ancora in pericolo
Il piano di aiuti straordinari offre un salvagente alla Grecia, ma sul lungo periodo l’avvenire della moneta pubblica e la governance dell’Unione restano ancora a rischio. I pareri della stampa europea.
Il piano di aiuti per salvare la Grecia dalla bancarotta, approvato il 2 maggio dai ministri delle finanze dei paesi della zona euro era atteso da tempo.
Si tratta di un “aiuto concreto che allontana lo spettro dell’insolvenza e concede alla Grecia il tempo di applicare e ottenere risultati da una terapia choc di raro impatto sulla sua economia”, scrive Libération. “Non c’era altra scelta: il panico dei mercati nei confronti di un’eventuale insolvenza greca minacciava di estendersi ad altri paesi della zona euro, prima tra tutti la Spagna”.
Certo, “finalmente si intravede un epilogo alla crisi greca”, sostiene Le Figaro.
L’Unione Europea contribuirà a questo piano di salvataggio con 80 miliardi di euro, mentre il Fondo monetario internazionale parteciperà con 30 miliardi, una cifra “mai vista nella storia della finanza recente”.
Der Spiegel titola che “la zona euro è in fiamme” e preconizza “l’ultima bolla”.
Il caso della Grecia non sarebbe che l’inizio. Da tempo, scrive il settimanale, gli stati industrializzati vivono molto al di sopra dei loro mezzi, e la crisi finanziaria ha gonfiato enormemente il debito pubblico.
Oggi è arrivata la resa dei conti per questo benessere a credito: delineando uno scenario apocalittico, caratterizzato da un crollo finanziario che parte da Atene e trascina l’Europa e il modo intero in una crisi addirittura peggiore di quella innescata dal fallimento della Lehman Brothers nel 2008, Der Spiegel scrive infatti che “non tutti saranno in grado di pagare: le economie di tutto il mondo si troveranno a dover affrontare una rigida cura disintossicante o una lunga svalutazione”.
fonte: www.presseurop.eu
Scritto il 04 maggio 2010 da Simone. Letto 178 volte

